Un Mare di Libri

Pochi giorni fa sono fuggita dal mio paesino per andare al mare. Il mare ad Agosto non è esattamente avanguardia pura, ma per me che non lo amo particolarmente invece lo è. E si, sono siciliana, lo so, ma vengo da un paese di montagna, quindi si, non amo il mare. Ho dunque preso e sono fuggita in un paesino balneare nel punto più lontano dell’isola da raggiungere per me, a più di 250 km da casa. La minifuga era decisamente una cosa grossa.

Vista dalla torre cinquecentesca di Portopalo di Menfi (AG)

In foto io che mi arrampico sulle rovine della città di Montevago (AG)

Ho passato un paio di giorni tra Portopalo di Menfi e Santa Margherita di Belìce ( la città del Gattopardo ndr), in provincia di Agrigento, e ho assaporato un po’ di Sicilia selvaggia, quella della parte occidentale dell’isola.
A Portopalo ho anche provato il cous cous più buono che io abbia mai mangiato (Ristorante “La Lucerna”, se vi capita di passare in zona).
In quella valle nel 1968 c’è stato un terribile terremoto che ha completamente distrutto diversi comuni, che hanno ricostruito la città abbandonando le rovine, ora città fantasma visitabili.

Questa piccola gita mi ha quindi spinta a scrivere di libri che parlano di mare. Il mare, come il cielo, ha sempre ispirato la letteratura e la poesia, e del resto come sorprendersi? Sono poche le cose che spingono l’uomo a separarsi dal proprio ego, a restare in silenzio di fronte alla natura, e di solito il mare riesce sempre a ottenere questo risultato. Potente e pericoloso, affascina e spaventa e innegabilmente attrae.

Sarebbe pressoché impossibile nominare tutti, o anche buona parte, dei romanzi che parlano di mare. Ecco perché come al solito farò una mia selezione, basata solo ed esclusivamente sul mio gusto personale!

Il primo romanzo di cui vi consiglio la lettura è “Oceano-Mare” di Alessandro Baricco.


Sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la costringe a pensare “acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare”.

Il romanzo è come diviso in tre parti. La prima si incentra sulle vicende (tutte legate in qualche modo al mare) degli avventori della Locanda Almayer. La seconda, quella a mio avviso più bella e interessante, prende spunto da un fatto di cronaca: l’affondamento della fregata francese Meduse a largo della Mauretania, nel 1816. i quasi 150 passeggeri, cercando la salvezza su una zattera, si resero protagonisti di tragiche vicende. La terza parte del romanzo torna a concludere le vicende dei personaggi introdotti nella prima.
Baricco è uno scrittore controverso. Ho notato che suscita nei lettori sentimenti estremi. O lo si ama, o lo si detesta. Io devo dire che a tratti provo entrambi questi sentimenti, e tutto dipende dal mio rapporto con le parole. Infatti Baricco è uno che le parole le usa e le strausa, ci gioca, a volte le butta li e le lascia mettere radici, con questa prosa complessa e barocca, che non a tutti piace. In ogni caso è un romanzo che consiglio di leggere

Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.

Ma se proprio la prosa di questo tipo non fa per voi, e volete uno scrittore che vada dritto al punto come una spada affilata, ecco il mio secondo amatissimo suggerimento.
Ernest Hemingway è forse il mio preferito tra gli autori della letteratura americana moderna. Non credo si possa non amarlo, o quantomeno ammirarlo. E’ stato una di quelle rare personalità che si impongono all’attenzione dei contemporanei, e che sopravvivono con uguale forza anche al passare del tempo. Il Vecchio e il Mare è il classico dei classici di Hemingway. Il romanzo è breve, e la prosa è tutta d’un pezzo, semplice, chiara, diretta, senza fronzoli, ma con una potenza espressiva incredibile. Narra la storia di Santiago, vecchio pescatore che da 84 giorni non riesce a pescare nulla, e del suo epico incontro con un gigantesco marlin. Una metafora della vita. Stupendo!

In foto, io che chiedo a Giuseppe Tomasi di Lampedusa perché tutto deve cambiare per restare sempre uguale.

Voglio concludere questo mio articolo con un veloce riferimento al romanzo Il Gattopardo, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il paesino dove sono stata, Santa Margherita di Belìce, è il paese d’origine dello scrittore nonché il posto in cui è ambientato il romanzo. Una curiosità su Il Gattopardo: è stato il primo best seller italiano tradotto in 42 lingue in più di centomila copie. Eppure inizialmente il manoscritto fu rifiutato sia dall’editore Einaudi sia da Mondadori. Fu poi Feltrinelli a intuire il potenziale e a pubblicare il romanzo. E ci ha visto più che bene!

Ergo, mai mollare!

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