Libri Salvacuore: cosa leggere quando si soffre per amore

Diciamocelo, forte e chiaro: una sofferenza d’amore capita a tutti, presto o tardi. E si, lo sappiamo che nella vita ci sono cose più serie (sacrosanta verità). E sappiamo anche che d’amore non si muore, e che morto un papa se ne fa un altro, e che chiusa una porta si apre un portone ecc ecc ecc. Ma la verità è che, saggezza popolare a parte, niente ha il potere di ridurci ad un budino tremolante di muco e lacrime come un cuore spezzato.

E, quando la botta arriva, arriva. Dunque, via all’sos cuori infranti: come si affronta una delusione d’amore? E’ poco ma sicuro che questo articolo non potrà dare alcuna risposta a questa domanda. Infatti il dolore lo si può solo affrontare, stringendo i denti nell’attesa che passi (e che passerà è l’unica certezza).

Essendo questo mio blog incentrato sui libri, non vi sorprenderà affatto sapere che anche quando soffro pene d’amore ho alcuni titoli su cui faccio affidamento… Li chiamo libri salvacuore, perché mi aiutano veramente tanto a restare a galla e mi consolano e mi trasmettono coraggio e speranza. Questi tre libri sono tutti e tre scritti e pubblicati nella prima metà dell’800 in Inghilterra, e sono famosissimi. Sto parlando di “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen, “Jane Eyre” di Charlotte Bronte (sulla e c’è la dieresi ma non so come si mette, pardon), e “La fiera delle vanità” di William Thackeray.

Perché proprio questo genere di libri? I motivi sono tutti diversi e tutti più che validi:
1) C’è qualcosa di più romantico al mondo di un bel romanzo storico in cui i protagonisti a stento si tengono per mano?
2) Mr Darcy? Pronto???

No, ironia a parte, a volte sento forte il bisogno di evadere dalla società odierna, ma non voglio rifugiarmi in realtà alternative ( come con i fantasy o gli sci-fi ), quanto piuttosto in un passato nostalgico, un po’ edulcorato, una società rassicurante con delle regole molto precise e molto facili da capire e da seguire.
E’ chiaro che io nella società del tempo, single a trent’anni suonati, sarei uno scarto della società, una zitella emarginata ed evitata come la peste, ma DETTAGLI. Lasciatemi sognare.

È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen non ha bisogno di preamboli né di eccessive presentazioni. Forse il romanzo più famoso della celebre scrittrice inglese, assieme a Ragione e Sentimento, rientra a pieno titolo tra le Grandi Madri del genere rosa, ma è molto di più. Lo spaccato della società inglese di epoca vittoriana e di stile Regency ne fa una chicca anche per chi non ama il genere romantico. E l’ironia? La nostra cara Jane ha una prosa frizzante e un’ironia deliziosa che non lascia assolutamente trasparire i suoi 200 anni e più.

Ehm….

E vogliamo parlare delle trasposizioni cinematografiche? Ben 9 (9!!!!) tra film e miniserie, più altri film d’ispirazione come ” Il diario di Bridget Jones, o la versione Bollywood “Matrimoni e pregiudizi” (si, l’hanno fatto. si, l’ho visto e si, mi è pure piaciuto).
La mia trasposizione preferita in assoluto è la miniserie della BBC del 1995 con Colin Firth nel ruolo di Mr Darcy, ma ovviamente mi è piaciuta anche la versione cinematografica del 2005 con Keyra Knightley e Mattew Macfadyen.

Se, invece, i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e vi amo… vi amo… vi amo. E d’ora in poi non voglio più separarmi da voi
Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi.

Il secondo romanzo salvacuore è Jane Eyre di Charlotte Bronte. Altro famosissimo di cui avete già sentito parlare e che avrete già sicuramente letto, è stato anch’esso trasposto più e più volte nel grande e piccolo schermo, con ben 9 film muti della prima metà del ‘900, e 15 film. QUINDICI. Io direi che chi non l’ha mai visto/letto una possibilità dovrebbe dargliela!
Una delle trasposizioni più famose è quella del 1996 diretta da Franco Zeffirelli, ma la mia preferita è la miniserie del 2006 con Ruth Wilson e Toby Stephens.

Infine il terzo romanzo, “La fiera delle Vanità” di Thackeray è forse quello un po’ meno mainstream dei tre. E’ una splendida e tagliente descrizione della società vittoriana, con i suoi limiti e le sue storture, sullo sfondo di una dolcissima storia d’amore tormentata tra due dei protagonisti, Amelia Sedley e William Dobbin. Anche di questo romanzo sono state fatte delle trasposizioni, una recentissima per LaF e una più famosa con Reese Whiterspoon.

Ma veniamo ora al dunque. Tutto molto bello, ma in che modo queste storie d’amore potrebbero aiutare chi per amore sta soffrendo? In effetti le reazioni umane più comuni ad una delusione sono evitare qualsivoglia riferimento romantico al muscolo cardiaco. Oppure diventare una sorta di Grinch delle coppie provando una perversa soddisfazione nell’urlare “Tanto vi lasciate” agli innamorati al parco. Oppure seppellirsi in casa senza lavarsi per giorni mangiando ogni sorta di schifezza per abrutirsi meglio (Lorelai Gilmore Docet)

E in realtà tutto ciò è sacrosanto, e sono fasi in cui passo anche io. Ma il motivo per cui questi libri per me sono come una terapia non sta nelle storie d’amore o nei personaggi maschili da sogno proibito. Il mio punto focale sono i personaggi femminili. Perché queste donne, seppur viventi in una società fortemente restrittiva, sono forti, indipendenti, intelligenti. Prendono decisioni e ne vivono le conseguenze con coraggio. Elizabeth Bennet è ironica, acuta, e autonoma. Non si fa abbindolare dalla bellezza di Mr Darcy e dalle sue “10.000 sterline di rendita annua” quando lui si dichiara innamorato ma anche imbarazzato dalla famiglia di lei. Dici di amarmi ma snobbi la mia famiglia e la mia estrazione sociale? Addio! E lo stronca con forza, nonostante ciò significhi per lei, già adulta, rinunciare forse alla migliore delle sue possibilità, in una società in cui per la donna il matrimonio era tutto.

Jane Eyre è un’orfana, maltrattata dalla famiglia adottiva, spedita in collegio e cresciuta per diventare un’istitutrice. E’ un’eroina atipica perché è descritta come anonima, quasi bruttina. Ma è del suo spirito che ci innamoriamo. Quando si innamora del suo padrone, Mr Rochester, e viene ricambiata, compie un atto di coraggio incredibile. Lui è già sposato, ma la moglie è pazza. Che male ci sarebbe a fare l’amante? Lui la ama, e lei non ha famiglia che possa obiettare. Lei tuttavia resta salda nella sua integrità, e lo lascia, andando incontro alla sua infelicità ma senza rinunciare ai suoi saldi principi.

Infine la fiera delle vanità. In questo romanzo c’è forse delineata una delle figure femminili più interessante e fuori dagli schemi dell’epoca: Becky Sharp.

Becky è la figlia di un pittore e di una ballerina (scandalosissimo mestiere!), e viene educata per diventare un’istitutrice. Tuttavia lei non è dello stesso avviso, e per tutto il romanzo mette in atto piani e progetti per compiere la sua personale scalata sociale, con discreti successi e clamorosi insuccessi. Perché ci piace? Perché è spregiudicata, coraggiosa, scaltra e piena di risorse. Perché non accetta i legacci di una società ostile alle donne, e cade sempre in piedi. Perché sbaglia, paga cari i suoi sbagli, ma poi riesce a fare di necessità virtù. Ecco perché amiamo Becky Sharp!

In sostanza, ogni stato d’animo è una buona scusa per farsi una bella lettura, ed i libri possono veramente sostenerci ed aiutarci in ogni situazione, proprio come farebbe un buon amico. E quando si vivono situazioni difficili, in cui si dubita delle proprie scelte, o si crede di non farcela, o di non avere il coraggio per perseguire determinati scopi, è allora che qualche buon esempio può servire!!!

Per ogni altra evenienza, esiste il gelato in barattolo Häagen-Dazs.

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