Cosa si legge quando non si può leggere?? Cronaca dei miei quattro giorni di buio.

Qualche giorno fa ho fatto l’operazione di correzione della miopia. Porto gli occhiali sin da quando iniziai la seconda elementare, e mi ero proprio stancata di occhiali, visite, disagi, andare al mare in stato di deprivazione sensoriale, entrare nel panico ogni qualvolta credevo di ave perso gli occhiali / sistematicamente ritrovati sulla mia testa), entrare in qualunque ambiente riscaldato in inverno e stare 10 minuti con le lenti appannate, baciare altri quattrocchi come me e fare street fight con gli occhiali, ecc ecc ecc. Insomma, ho avuto l’occasione di toglierli e l’ho fatto.

In sé l’operazione è semplicissima, e dura veramente poco. Il post-operatorio è un’altra storia. Sorvolerò sui dolori del primo giorno, perché in fondo me la sono cercata, ma il problema principale che mi si è porto è stato la Noia. Immaginate di stare tre giorni al buio totale, con gli occhi chiusi e gli occhiali da sole. Al di la delle doverose prese in giro (le battute sul mio aspetto piratesco si sono sprecate), al di là della scorpacciata di sonno, vi assicuro che restano un sacco di ore in una giornata da riempire.

Come ho affrontato i miei 3-4 giorni di buio?

La risposta più ovvia è la musica, ed è stata la mia alleata principale in questa avventura. Anzi, se vi interessa sapere cosa ho ascoltato, considerato il mio lieve disturbo ossessivo-compulsivo che mi permette di ascoltare un solo artista per volta, è stato il turno dell’album “Stanza singola ” di Franco126. Lo consiglio? Diavolo, si!!!!

Siccome il mio blog, nonostante la momentanea cecità, resta comunque un blog sui libri, il mio secondo, enorme , conforto sono stati gli audiolibri. Ecco, io però ho uno strano rapporto di amore-odio con questa categoria. Sono un’ascoltatrice molto esigente. Innanzitutto non riesco ad approcciare un libro per la prima volta tramite audio. Quindi di solito ascolto libri che ho già letto. Poi la voce narrante è fondamentale: inizialmente avevo provato ad ascoltare l’audiolibro di “Orgoglio e Pregiudizio” (si lo so, sono ripetitiva), ma appena è partita quella voce femminile gracchiante mi si sono rizzati i capelli sulla testa.

Il mio salvatore è stato un lettore d’eccellenza: Francesco Pannofino, che ha prestato la sua fantastica voce e interpretazione ai romanzi della saga di Harry Potter. Avevo già avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo al Salone del libro di Torino quest’anno, ed ero rimasta affascinata: nonostante avessi letto più e più e più volte l’intera saga, e avessi dunque mentalizzato le mie personali versioni delle voci dei protagonisti, Pannofino ha come letto nella mia mente.

Gli audiolibri della saga di Harry Potter letti da Pannofino li potete trovare sull’App Audible, di cui è possibile usufruire di una prova gratuita per i primi 30 giorni. Io sono partita direttamente da “Harry potter e i doni della Morte” perché chiaramente volevo farmi del male, e non mi vergogno ad ammettere che nel momento clue, che per me è il capitolo 33, “La storia del Principe”, avreste potuto vedermi stesa sul letto, al buio, con gli occhiali da sole e il viso inondato di lacrime mentre singhiozzando recitavo assieme a Pannofino “Always”. I potterhead mi capiranno, per tutti gli altri, rimando il momento “Harry potter” ad un altro articolo. C’è troppo da dire, troppo da trattare. Arriverà il momento.

Una terza scoperta legata alla mia momentanea condizione omerica sono stati i Podcast. Ma cos’è un podcast? ” Il “podcast” è anzitutto una tecnologia che permette l’ascolto di file audio su internet attraverso la distribuzione di aggiornamenti chiamati “feed RSS”, a cui un utente si può iscrivere. “. What? Insomma, il podcast è una sorta di serie radiofonica a puntate su uno o più argomenti specifici. Per me è stata un’illuminazione, tant’è che l’altra sera ne ho iniziato uno per “conciliarmi il sonno” e alle tre di mattina ho finito la prima stagione con gli occhi sbarrati che fissavano il soffitto. Occhi sbarrati si fa per dire in questo caso specifico, ovviamente.

Insomma, un buon podcast è il modo forse più interessante di spendere del tempo libero o dei momenti morti. Sono ottimi anche per i lunghi viaggi, perchè alcuni sono così interessanti che non ti fanno avvertire la pesantezza delle lunghe distanze. Io ne ho quattro da consigliare, per chi volesse approcciarsi o per chi necessiti di un qualche spunto. Ovviamente, essendo anche io una neofita del podcast, accetto suggerimenti.

Ecco i quattro podcast che vi consiglio di ascoltare ( secondo i vostri gusti personali)

  • Veleno: questo non è un podcast per i deboli di cuore. Prodotto da “La Repubblica”, narrato da Pablo Trincia, in sette corposissime puntate narra una vicenda di cronaca nera italiana con i più recenti risvolti. Racconta una storia sparita dalle cronache dei giornali. Vent’anni fa 16 bambini furono portati via per sempre dalle loro famiglie: i genitori vennero accusati di essere dei pedofili satanisti.
    Da brividi.
  • Be My Diary: questo è il podcast che mi ha tenuta sveglia fino alle 3 di mattina. La narratrice è Rossella, ha 35 anni, e in 13 brevi puntate apre una finestra divertente, vulnerabile e introspettiva sulle piccole cose di ogni giorno. Come sbirciare il suo diario. che potrebbe benissimo essere il nostro.
    Delicato e coinvolgente.
  • Fantascientificast: un podcast enorme, partito nel 2012, con più di 350 puntate, per tutti i nerd e i geek in ascolto. Non c’è argomento di fantascienza, cinematografica, libraria o fumettistica che questo podcast non abbia trattato.
    Verso l’infinito e oltre.
  • How Cum: questo podcast è in inglese. Purtroppo bisogna masticarlo un bel po’ per capirci qualcosa, perchè si sa, l’ascolto è la parte più difficile di una lingua straniera. Ma, se parlate bene l’inglese, se siete donne ( o uomini con grande apertura mentale e forte senso dell’umorismo), e se argomenti di tipo sessuale non vi inibiscono, questo podcast fa per voi. La narratrice, Remy Kassimir, comica americana, a 28 anni non ha mai avuto un orgasmo. In due stagioni e 37 episodi si esplora il magico e misterioso mondo dell’orgasmo femminile con ospiti di ogni tipo.
    Divertentissimo e illuminante.

Insomma, ecco come ho passato i miei 3/4 giorni di buio. Mi sono mancati i libri? Da morire. Mi sono mancate le serie tv? Basta dire che ho la seconda stagione di Mind Hunter bloccata alla quinta puntata? immagino di si. Sono comunque contenta di aver avuto modo di scoprire il magico mondo dei podcast? Si. Vivo un momento della mia vita in cui dico sempre si? SI.

Buon ascolto, cari lettori.

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