Ciao Luis. Storia di una lettrice e di uno scrittore che le insegnò ad amare.

Ci sono libri e ci sono scrittori che riescono a scavare un solco nel cuore dei propri lettori. Questo è il caso di Luis Sepulveda, scrittore cileno che oggi se n’è andato.

Come Antoine de Saint-Exupery è autore indissolubilmente legato al romanzo “Il Piccolo Principe”, così Luis Sepulveda è conosciuto da tutti come l’autore del romanzo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.
Molti catalogano questi due romanzi nella letteratura per bambini, ed in effetti sono tra i più gettonati nelle liste delle maestre come libri da propinare agli scolari nelle estati indolenti. E allora molti leggono la storia di una gabbianella e del gatto da piccoli, obbligati, controvoglia e dunque non ne colgono che l’ovvio.

Per me non è stato così. Del resto, l’altro autore citato scriveva che “non si vede bene che con il cuore” e dunque ho amato alla follia questo libro letto da bambina e poi ancora da adolescente e poi ancora da giovane donna e poi ancora oggi, in questa giornata triste, da adulta.

«Volare mi fa paura» stridette Fortunata alzandosi. «Quando succederà, io sarò accanto a te» miagolò Zorba leccandole la testa.”

Oggi ho letto Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare in circa 1h e mezza.

Sono circa sessanta pagine, con carattere ingrandito, perché in fondo è a tutti gli effetti un libro per bambini.
E’ una di quelle storie che parlano direttamente al bambino che vive dentro ognuno di noi, e gli chiedono per favore di bussare nella zucca spesso vuota dell’adulto in cui si sono trasformati, confuso, disperato, superficiale, pieno di sè, insicuro e ricordargli che i valori e i sentimenti veramente importanti sono pochi e semplici. Quando i libri educano, fanno così.

L’amicizia, l’amore, il rispetto, la fedeltà, onorare la parola data e la tolleranza.

La storia parla di Kengah, una gabbiana dalle piume argentate che nel Mare del Nord si tuffa incautamente e finisce travolta da una ondata di petrolio. Riesce con le sue ultime forze ad atterrare sul balcone di un gattone nero, Zorba, e ad affidargli un uovo appena deposto.

Lei è un uccello e lui è un gatto. Lei sta morendo però, e non ha altra scelta che fidarsi di lui. Gli strappa tre promesse:

-prometti che non mangerai l’uovo

-prometti che ti prenderai cura del pulcino

-prometti che gli insegnerai a volare.

Zorba accetta e da li parte tutta la storia incredibile e tenerissima di questo gatto di porto che si prenderà cura dell’uovo e della futura gabbianella, che chiamerà assieme agli altri gatti, Fortunata.

In sole 60 pagine scritte a caratteri cubitali Luis Sepulveda ci regala alcuni dei personaggi più belli che la letteratura per ragazzi abbia conosciuto.

Animali ai quali affida una delicata critica alla gestione della natura da parte degli uomini.

Kengah che vive e vola libera e felice con il suo stormo che cade vittima dell’inquinamento dei mari. Maledice gli uomini «Ma non tutti. Non devo essere ingiusta». Fare di tutta l’erba un fascio è infatti caratteristica tutta umana.


Segretario e Colonnello, due gatti da ristorante, che si rubano le parole a vicenda ma che hanno una certa autorità nella comunità felina:I problemi di un gatto del porto sono problemi di tutti igatti del porto»

Diderot, che vive in un emporio e ha libero accesso all’enciclopedia, su cui ripone assoluta fiducia. E come potrebbe essere altrimenti, visto il nome che riporta a Diderot e d’Alembert, i due illuministi pionieri del sapere enciclopedico?

Sopravento, gatto marinaio, con la sua cerata cucita su misura, che aiuta gli altri a capire se il pulcino è maschio o femmina, e denuncia le condizioni ecologiche della foce del fiume, piena di rifiuti e bottiglie di plastica.

«Terribile! Terribile! Se le cose vanno avanti così, tra pochissimo tempo la
parola inquinamento occuperà tutto il nono volume lettera I,
dell’enciclopedia»

Il Poeta, unico essere umano a partecipare attivamente alla vicenda, non ha bisogno di un nome perché è la sua attività ad identificarlo. I gatti hanno bisogno di aiuto per insegnare a Fortunata a volare. Decidono di chiedere aiuto ad un umano, e scelgono il poeta, nonostante non sappia nulla di tecniche di volo.

«E cosa ti fa pensare che quell’umano conosca il volo?» volle sapere
Segretario.
«Forse non sa volare con ali d’uccello, ma ad ascoltarlo ho sempre pensato
che voli con le parole» rispose Zorba”

Infine Zorba, il nostro gatto grande nero e grosso. E’ viziato e coccolato, ma si rivela buono e coraggioso. E’ lui a regalarci gli insegnamenti più importanti, quelli che oggi tutti ricordiamo per salutare suo padre, quelli che ogni bambino dovrebbe leggere e interiorizzare e che ogni adulto dovrebbe imparare ed applicare. Perché in fondo lo scopo di questo libro non è raccontare solo la fantasiosa storia di un gattone che fa da mamma ad una gabbianella e la aiuta ad imparare a volare, ma trasmette un messaggio di amore incondizionato, oltre ogni diversità e forse proprio a causa della diversità.

«Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzè ha ragione, ma solo su questo. Ti
vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana,
una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito
stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma
sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua
madre, ma te sì. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo. Ti
abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un
gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i
tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato
qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a
rispettare e ad amare un essere diverso
.
È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è
diverso è molto difficile
, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi
seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata,
ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri
verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l’affetto tra esseri
completamente diversi».

E Fortunata, gabbianella che chiama mamma un gatto grande, grosso e nero, che viene cresciuta dai gatti del porto di Amburgo e infine aiutata a trovare la sua vera essenza, amata proprio perché diversa, sei l’emblema di quello che tutti vorremmo essere e tutti dovremmo dare.

Non ho molto altro da dire sulla triste morte di uno scrittore da me molto amato. Eternamente resterà la sua parola scritta, e ciò che con questo scritto ci ha trasmesso.

Perché “Vola solo chi osa farlo”. Ciao Luis…

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